A TU PER TU CON Stefania Rossi

Product manager Russia e Repubbliche Baltiche presso Il Diamante



La prima impressione che hanno tutti parlando con Stefania Rossi, Product Manager RUSSIA del Diamante, è la seguente: “senti come parla bene l’italiano. Sapessi io il russo come sa lei la nostra lingua”.
Eh sì, perché ha pure un po’ di accento moscovita. Poi, se nessuno ti ha fermato per tempo e hai già posto la fatidica domanda “ma da quanto tempo è che vive in Italia?” allora lì scopri che è italianissima, di Torino.
A questo punto è inutile sottolineare che Stefania Rossi legge e parla perfettamente in russo. Ma in fondo, perché mai non dovrebbe? Questo Paese, è la sua grande passione da sempre e lei ha avuto la fortuna di potercisi dedicare in uno dei settori che più riesce a coglierne le sfumature, i cambiamenti, la sensibilità. Vale a dire il viaggio organizzato.

Ma da dove nasce questa passione per la Russia?
“Ovviamente per caso. Stavo frequentando Lingue e Letteratura all’ Università di Torino, alla fine degli Anni Ottanta, c’era Gorbaciov come presidente e iniziava l’apertura della Russia al resto del mondo. Ricordo che all’epoca eravamo soltanto in sei studenti che avevano scelto lingua e letteratura russa, sei mosche bianche. Probabilmente ci hanno spinto la curiosità e l’originalità dell’argomento, ma il corpo docente è stato dalla nostra parte. Insomma ci ha messo lo zampino anche il destino ed è per questo che mi piace pensare che sia stata la Russia a scegliere me e non il contrario …
Comunque l’attrazione è stata forte: ricordo che se c’era un corso complementare o parallelo a quello istituzionale, io sceglievo sempre quello legato in qualche modo alla Russia, e non soltanto delle materie che studiavo, lingue e letteratura, ma anche arte, teatro per esempio. Diciamo che ho fatto un percorso di specializzazione”.

Come sei arrivata ai viaggi?
“Dopo l’università ho iniziato a insegnare e durante le vacanze estive accompagnavo i turisti in Russia. Così ho conosciuto Renato e Patrizia Bomben perché organizzavo e accompagnavo viaggi per Il Diamante. E ora sono qui da qualche anno e curo un bellissimo catalogo dedicato alla Russia del quale sono davvero orgogliosa perché sono tutti viaggi che studio personalmente recandomi sul posto e provandone  tutti i servizi.
Una destinazione che è in forte crescita negli ultimi anni perché suscita sempre interesse e curiosità.”

Ma la Russia non ti hai mai dato una delusione?
“No perché al di là di tutti gli stravolgimenti politici e sociali che il Paese ha attraversato nel corso di un secolo, c’è un elemento che non è mai cambiato. Si tratta dell’anima di questo Paese e delle affinità di sensibilità tra russi e italiani. Non potrebbe essere altrimenti perché le grandi intuizioni letterarie, artistiche, creative, architettoniche, musicali della Russia sono un patrimonio verso il quale noi italiani, altrettanto ricchi in questi campi, non possiamo essere indifferenti”.

Secondo te è un Paese per tutti?
“Almeno una volta nella vita bisogna fare un viaggio in Russia, indipendentemente da gusti e interessi personali. Un mondo molto vicino a noi, per gli aspetti di cui parlavo prima: solo tre ore di volo ci separano, ma quando si arriva sembra di essere sbarcati su un altro pianeta”.

Quali sono i tuoi piatti (russi) preferiti?
“Al primo posto i blinis con il caviale rosso, al secondo i pirozhki, dei fagottini ripieni al cavolo nella ricetta tradizionale, ma possono essere riempiti anche di carne o di uova e formaggio. Spettacolari”.

Le tue altre passioni?
“La lettura. In libreria perdo la concezione del tempo. Perdo anche gli amici se hanno la sfortuna di accompagnarmi in libreria! Infatti ci vado da sola. Mi ricordo che una volta ho trascorso tre ore alla Casa del Libro di San Pietroburgo, senza nemmeno accorgermene. Leggo un po’ di tutto, e adesso sono appassionata di Boris Akunin e del suo personaggio, Erast Fandorin, protagonista di alcuni romanzi gialli ambientati nella Russia del XIX secolo. Uno scrittore molto attento che ha saputo ricostruire perfettamente la Mosca ottocentesca. Lo leggo in lingua originale perché non tutto è stato tradotto in italiano. E poi c’è la letteratura francese che semplicemente adoro”.

Sta a vedere che la Stefania adesso si sta appassionando anche ad autori stranieri… Non russi, intendo!

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