A TU PER TU CON Francesco Vitali

Product manager e titolare presso Latitud Patagonia



Scorre veloci le immagini appena pubblicate sul suo Facebook e intanto cerca di farmi capire lo straordinario di un viaggio in Patagonia. Non mi riesce difficile perché vedo paesaggi che si perdono a vista d’occhio, strade che costeggiano monti e vallate immense. Poi si ferma su uno scatto di simpatici pinguini nella loro tipica livrea da maggiordomo.

“Ecco, penso che il pinguino sia il mio animale preferito. A prima vista infonde subito simpatia, ma mi piace soprattutto perché ha un suo modo snob di atteggiarsi. È totalmente disinteressato agli esseri umani, deciso e determinato va dritto per la sua strada senza curarsi troppo di chi ha intorno”.

E Francesco Vitali, Product Manager di Latitud Patagonia, ha qualcosa in comune con l’attitudine del pinguino... Anche lui ha scelto di seguire il proprio istinto, che lo portava verso il Sud America, andando dritto per la sua strada. La certezza di essere su quella giusta, gliel’ha data più di vent’anni fa uno sciamano conosciuto nel corso di un viaggio in Perù, perché il destino ha voluto così, grazie a un paio di straordinarie coincidenze davanti alle quali non puoi proprio voltarti dall’altra parte e ignorarle. E così oggi, Francesco Vitali, è totalmente conquistato dalla cultura latino americana. Ama la sua musica, ma non quella ballabile, piuttosto la malinconica, legge in spagnolo perché non gli piacciono le traduzioni.

Perché non ami le traduzioni?
“Le traduzioni dei testi da una lingua straniera all’italiano devono essere scorrevoli e quindi non possono essere letterali. Il traduttore modifica il linguaggio accuratamente scelto dall’autore ma così si perdono le sfumature della lingua originale che talvolta sono la parte migliore della narrazione”.

Quali sono i libri che vanno letti assolutamente in lingua originale?
“Cent’anni di solitudine di Gabriel Garcia Marquez, per esempio. Ma ce ne sono molti altri. E non vale soltanto soltanto per i libri, anche per i film e i telefilm, che seguo in lingua originale.”

Ma dove lo trovi il tempo per leggere? Sei sempre in viaggio o in ufficio.
“Infatti leggo di più quando sono in viaggio che quando sono a Torino, dove il tempo “da riempire” è sempre molto poco … A parte il tempo che passo in famiglia, il resto è totalmente dedicato al prodotto, per cercare nuovi spunti e creare itinerari non soltanto unici, ma adeguati a ogni etá e tipo di viaggiatore”.

Parlando di prodotto e di destinazioni, Francesco ma perché un italiano dovrebbe andare in Argentina?
“Noi italiani siamo molto legati a questo paese. Ci siamo emigrati in massa, è come percorrere un secolo di storia, è un viaggio nel tempo, e quando si arriva a Buenos Aires, anche se siamo a 10.000 chilometri di distanza dall’Italia, ci si sente subito a casa. È una sensazione strana perché è un paese che non ha una storia ricca e articolata come la nostra, eppure il feeling è proprio quello di essere a casa propria”.

In compenso però ha spazi sconfinati unici al mondo.
“Soprattutto la Patagonia per me è contemplativa. I paesaggi immensi e incontaminati ti obbligano a guardarti anche nel tuo interno. Un viaggio in Patagonia è come un confronto con sé stessi, la stessa sensazione che si prova di fronte all’immensitá e al vuoto di un deserto. Ti costringe a rispondere a quelle domande che non ti poni mai, alle quali preferisci sfuggire per paura delle risposte. Ma la Patagonia è soltanto una parte di tutto quello che propongo in questo bellissimo angolo di mondo. Quando si sceglie un viaggio in Argentina, non è mai soltanto un viaggio, ma tanti in uno. Si passa dalle zone coloniali con magnifiche cittá, che raccontano la storia della conquista spagnola, all’emozione delle Cascate di Iguassù, secondo molti le più suggestive cascate d’acqua di tutto il pianeta, dagli infiniti ghiacciai del Calafate dove si trova uno dei più straordinari monumenti naturali del nostro pianeta (il Perito Moreno), alla fine del Mondo a Ushuaia.”

E la tua prossima sfida per questa destinazione?
“Di progetti ce e sono tanti, alcuni più folli e che soddisfano forse più il nostro desiderio di fare cose fuori dal comune, e altri più realizzabili, bisogna avere la capacità di separare i sogni dalle cose che poi concretamente possono funzionare… uno che ritengo abbastanza fattibile è la creazione di maggiori combinazioni tra Nord e Sud America, ma qui entra in gioco la possibilità di costruire itinerari con tariffe aeree ragionevoli, e un numero sensato di voli, ci sto lavorando… perché penso che potrebbero venirne fuori dei viaggi di nozze davvero straordinari.”

E la destinazione di domani nella tua area?
“La Bolivia è la vera scommessa del prossimo decennio. È il paese più autentico del Sudamerica, e sai perché ci credo? In primo luogo perché offre paesaggi unici come il Salar de Uyuni e la zona altiplanica che è il confine naturale con il nord del Cile e dell’Argentina (che è a mio avviso una delle zone più belle della terra), e poi perché in questi 25 anni in cui ho viaggiato per il Sud America ho visto come le destinazioni dove in principio viaggiano soprattutto i ragazzi armati di solo zaino, spinti da un desiderio di scoperta che è proprio di quella fase della vita, e accompagnati dalla disponibilitá ad adattarsi anche a un’infrastruttura spesso molto basica, sono sempre diventate nel tempo, con il conseguente miglioramento della ricettività e della qualitá dei servizi, le localitá di domani per i viaggi come li intende Latitud Patagonia. La seconda e la terza generazione di viaggiatori sono quelli che hanno ancora quel desiderio di scoperta, ma hanno bisogno di un minimo di comfort, e di servizi di qualità. Insomma i giovani fanno spesso da apripista per la crescita delle destinazioni di domani.”

Una grande passione per l’Argentina. Ma c’è un altro grande amore per Francesco.
“Ebbene sì, sono le Isole Galapagos. Sono uniche al mondo. Con queste isole ho un legame particolare, è un amore che mi è stato tramandato da mia madre, che ha iniziato a visitarle giá a inizio Anni Ottanta. Pensa che quando avevo quattordici anni siamo stati sul punto di trasferirci alle Galapagos, ma io a quel tempo non ero favorevole e quindi rinunciammo. Qui ho accompagnato molti viaggiatori, anche fotografi e giornalisti, e tutti hanno avuto la medesima sensazione di meraviglia”.

Siamo curiosi. Quale sarebbe?
Quella degli animali che non hanno paura dell’uomo. Si ha l’impressione di essere in un eden primordiale, un fenomeno unico che sorprende sempre chi visita queste magiche isole. Gli animali qui non vedono l’uomo come un predatore, ma solo come un innocuo spettatore, e quindi non si curano affatto della sua presenza. Per noi è straordinario perché possiamo osservarli in tutti i loro comportamenti. Questo “miracolo” è stato reso possibile dalla lungimiranza di un uomo straordinario (ndr Eduardo-Proaño, il fondatore del principale operatore ricettivo dell’Ecuador e delle Galapagos) per cui ho avuto il privilegio di lavorare da giovanissimo a inizio degli Anni Novanta, che ha avuto la sensibilitá di capire che questo luogo così unico e straordinario doveva essere preservato, e che il turismo avrebbe dovuto svilupparsi secondo regole che, ancora oggi, disciplinano le visite delle Isole Galapagos. È grazie a questo senso di responsabilitá che ancora oggi possiamo godere di uno spettacolo naturale unico al mondo”.

Ma il viaggio che non hai mai fatto e che vorresti fare qual è?
“Uno solo? Magari… coltivo da anni il sogno di prendermi 6 mesi per fare la panamericana attraversando le americhe da nord a sud. A dire il vero sarebbe anche un mio progetto per nuovo viaggio da vendere a tappe, così chi viaggia può farne un pezzo ogni anno. Chissá che un giorno o l’altro non lo organizzi davvero coinvolgendo i miei colleghi del Diamante, America World, Mistral Tour e Brasil World che - dal Canada al Brasile - programmano proprio tutti i Paesi. E poi mi piacerebbe visitare il Giappone abbinato a una vacanza balneare in Polinesia, per fare un po’ di mare perché ne faccio davvero poco. Per le mie vacanze vuoi sapere alla fine dove vado?”

Provo a rispondere. Argentina o Galapagos? Bolivia o Cile?
“Ecco… hai indovinato, prossime vacanze si torna alle Galapagos, ma questa volta porto con me anche mia moglie e mio figlio, ha 13 anni, ed ho aspettato giá troppo. Tra l’altro anche a Galapagos ci sono i pinguini.”

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