IL BRASILE INSOLITO DEI LENÇOIS MARHANENSES

Un mistero geologico di sabbia e lagune.

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Il  Parco nazionale dei Lençòis Maranhenses  è una visione mozzafiato per il viaggiatore alla ricerca di paradisi naturali inesplorati.

Questo raro fenomeno geologico si trova sulla costa orientale dello stato del  Maranhão   al confine con il comune di Barreirinhas, affacciato sulle rive del Rio Preguiças, che ne rappresenta la porta d'ingresso principale. Il fiume, che sfocia direttamente in mare aperto, divide a metà l'area protetta tra Piccole Lençòisa est, maggiormente aride, e Grandi Lençòis.

Un suggestivo scenario di 155.000 ettari che si estendono per 50 chilometri verso l'entroterra e per 70 sono costituiti da spiagge libere e senza confini. La zona, ammirata dall'alto, assomiglia quasi ad un deserto fatto di dune di bianca sabbia finissima e piccole lagune nate dall'accumulo dell'acqua piovana, che qui cade abbondante da dicembre a luglio.

Attorno ad un sito così particolare non potevano che nascere storie e leggende come quella secondo la quale sotto la sabbia del parco si nasconda il villaggio degli ìndioscaetès, che si dice abitassero queste terre. Nella realtà sono sporadici i nuclei familiari di gente nativa di questa zona, che vivono prevalentemente di agricoltura di sussistenza, allevamento e pesca.

Le formazioni arenarie,che arrivano fino ai 40 metri di altezza,si spostano continuamente a causa del vento e possono raggiungere anche i 20 metri di avanzamento annuali. La loro gamma cromatica è veramente incantevole e influenza la sfumature delle acque circostanti a seconda della diversa composizione mineraria: calcio e magnesio fanno risaltare il colore azzurro turchese, rame e nickel regalano tonalità sul verde, mentre il manganese evidenzia una tinta rosata. Alcuni lagune, come la Lagoa Azul e la Lagoa Bonita, sono particolarmente rinomate per le loro acque cristalline balneabili.

Sconosciuto sino agli anni '80, questo gioiello ecologico è stato scoperto casualmente dai piloti della tratta Belèm-Fortaleza incuriositi dal repentino cambio nel paesaggio: il verde lussureggiante della selva lasciava spazio a un territorio dalla morfologia quasi lunare che ricordava una distesa di panni messi ad asciugare al sole, impressione a cui il parco deve il proprio nome.

La dichiarazione di riserva naturale è arrivata nel 1981 per garantirne la tutela dai progetti di sfruttamento petrolifero nella regione.

L'ingresso al parco è gratuito, ma non esistono vie di accesso convenzionali e di solito viene raggiunto a bordo di fuoristrada o robusti camion con il supporto di guide esperte.

Oltre alle dune e ai laghi che si perdono nell'orizzonte, in questo spettacolare ecosistema è possibile ammirare fiumi e rigogliose foreste di mangrovie. Lungo la costa, in particolare, riescono a sopravvivere solo le specie vegetali in grado di adattarsi ad un habitat battuto dalle onde marine e capaci di trarre beneficio dalla salinità delle acque del mare.

Interessante anche la fauna tipica di quest'oasi. Gli amanti del birdwatching potranno godere dello spettacolo offerto dal passaggio dei numerosi uccelli migratori che trovano ristoro nelle lagune, mentre sulle spiagge è possibile avvistare i tipici caranguejos (granchi) o le ben più rare tartarughe marine giganti, ormai in via di estinzione.

Il seducente panorama è reso ancora più affascinante dalla luce romantica del tramonto, che inseriscedi diritto questa meraviglia ambientale tra i must della grande natura per coloro che decidono di partire per un viaggio in  Brasile , accanto ad altre straordinarie mete come le  cascate di Iguaçu  o l' Amazzonia.

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