Il Giappone inizia a bordo: volo diretto ANA e itinerari da vivere tutto l’anno
Tra Tokyo, Kyoto e le Alpi Giapponesi, la bassa stagione rivela un volto più tranquillo e quotidiano del Paese.
Negli ultimi anni il Giappone è diventato una delle destinazioni più richieste al mondo, soprattutto durante la stagione della fioritura dei ciliegi e nei mesi estivi. Eppure è proprio nei periodi meno affollati che molte città mostrano il loro volto più interessante, con ritmi più lenti, prezzi spesso più accessibili e una relazione diversa con gli spazi, i quartieri e la vita quotidiana. Scegliere la bassa stagione in Giappone significa vivere il Paese con maggiore calma, evitando parte dell’affollamento che caratterizza i periodi più richiesti.
Tokyo d’inverno: aria tersa, meno code e quartieri più vivibili
Chi immagina Tokyo soltanto come una metropoli caotica spesso non l’ha mai vista a gennaio o febbraio. In inverno il cielo diventa sorprendentemente limpido, l’umidità cala e nelle giornate più terse si riesce persino a vedere il Monte Fuji dai grattacieli di Shinjuku o dalla baia di Odaiba.
In quartieri come Kichijoji, Shimokitazawa o Kagurazaka si cammina con più calma rispetto ai mesi della primavera. Le file davanti ai ramen bar si accorciano, i piccoli locali izakaya tornano frequentati soprattutto da residenti e luoghi come il Nezu Museum o il teamLab Borderless diventano più gestibili anche durante il fine settimana.
Arrivare ad Haneda, grazie al volo diretto ANA Milano Malpensa-Tokyo, rappresenta un vantaggio concreto soprattutto in queste stagioni: in meno di mezz’ora si raggiungono alcune delle aree centrali della città senza lunghi trasferimenti dopo il volo. Una differenza che incide molto sulla stanchezza iniziale e permette di iniziare il viaggio in Giappone con più tempo a disposizione fin dal primo giorno.
Anche il clima, spesso percepito come rigido, è più mite di quanto si immagini. A Tokyo in inverno le temperature restano generalmente secche e soleggiate, molto diverse dal freddo umido di molte città europee.
Kyoto quando i templi tornano silenziosi
La differenza tra alta e bassa stagione si percepisce probabilmente soprattutto a Kyoto. Durante la primavera, aree come Higashiyama, Arashiyama o il sentiero del Fushimi Inari diventano estremamente affollate già dalle prime ore del mattino. Nei mesi di novembre inoltrato, febbraio o durante la stagione delle piogge di giugno, la città cambia invece completamente ritmo.
Camminare lungo le strade di Gion o attraversare i giardini dei templi nelle ore più tranquille permette di osservare dettagli che spesso sfuggono nei periodi più turistici. Anche i ryokan tradizionali diventano più accessibili e più piacevoli da vivere: la cena kaiseki servita in camera, i pavimenti in tatami riscaldati e gli onsen all’aperto assumono un significato diverso quando fuori l’aria è fredda e i giardini si svuotano.
È proprio in questi momenti che il viaggio in Giappone si allontana dall’idea della corsa tra luoghi simbolo e torna ad avere tempi più naturali.
Il foliage giapponese e la stagione che molti sottovalutano
Per anni la comunicazione sul Giappone si è concentrata quasi esclusivamente sui ciliegi in fiore. Eppure il foliage giapponese offre paesaggi spesso più vari e intensi dal punto di vista cromatico.
Tra fine ottobre e inizio dicembre, città come Nikko, Kanazawa e Kyoto si riempiono di aceri rossi, ginkgo dorati e montagne che cambiano colore nel giro di pochi giorni. Nel tempio Eikando di Kyoto le aperture serali permettono di osservare i riflessi delle foglie sull’acqua dei giardini interni, mentre lungo la Philosopher’s Path le passeggiate diventano molto più tranquille rispetto alla primavera.
Dal punto di vista pratico, la bassa stagione in Giappone permette inoltre una maggiore disponibilità di hotel, più flessibilità negli spostamenti e un’esperienza generalmente meno condizionata dall’overtourism, oltre a prezzi spesso più contenuti.
Il Giappone degli onsen, della neve e delle piccole abitudini quotidiane
C’è un’immagine che racconta bene il Giappone in inverno: un rotenburo, l’onsen all’aperto, circondato dalla neve. Succede nelle località termali di Kusatsu, Ginzan Onsen o Hakone, dove il contrasto tra l’acqua calda e l’aria fredda trasforma il bagno termale in un rituale lento e profondamente legato alla cultura locale.
Nelle regioni del Tohoku o sulle Alpi Giapponesi, i treni attraversano paesaggi innevati, le locande servono nabemono fumanti e molte cittadine sembrano rallentare naturalmente il proprio ritmo.
Il fascino della bassa stagione in Giappone si ritrova anche nelle piccole cose: le coperte riscaldate nei caffè, i distributori automatici con bevande calde, le stazioni quasi silenziose nelle prime ore del mattino, i konbini illuminati durante le sere d’inverno. Dettagli quotidiani che spesso passano inosservati durante i periodi più turistici e che invece diventano parte concreta dell’esperienza di viaggio.
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